Aveva 79 anni l’attrice francese Annie Girardot ed è morta purtroppo perchè da tempo soffriva di Morbo di Alzeheimer, una delle figure più importanti e prestigiose del cinema francese, nata il 25 ottobre del 1931, la Girardot, allieva del conservatorio di Rue Blanche, inizia a lavorare di sera alla fine degli anni 40 nei cabaret parigini con il nome di Annie Girard. Nel 1954 inizia a lavorare alla Comedie Francaise dove è notata da Jean Cocteau. Nel ‘56 debutta al cinema in Treize a’ table, per il quale vince il Prix Suzanne Bianchetti.
L’attrice che prima di fare l’attrice pensava di diventare infemiera ha rappresentato non solo il cinema francese ma anche quello italiano degli anni 60 e 70, il grande successo arriva con il film capolavoro Rocco e i suoi fratellidove interpreta Nadia al fianco di Alain Delon e Renato Salvatori.
Nel 2002 viene premiata con il Cesar per la migliore attrice non protagonista per La pianista di Michael Haneke, con il quale torna a recitare quattro anni dopo in Niente da nascondere.
Da un po' di tempo non bevo più sevenap e neppure sprait. Bevo gazzosa. Non è frutto di un rigurgito autarchico bensì della voglia di ricordare sapori sopiti. Riassaggiando, dopo giorni, le due bibite a stelle e strisce ho realizzato che, sì, la gazzosa è proprio buona. Nulla a che vedere con le due famose sorelle americane se non colore e bollicine. Buone anche loro, ci mancherebbe, ma di un buono diverso. Il tema mi ha preso la mano. Passare dalla gazzosa all'acqua brillante, non la sciueps, è stato un attimo; e così dalla brillante alla cedrata; e dalla cedrata alla spuma. Già, la spuma. Un mito. Purtroppo non è più la spuma da 100, nel senso di lire, che si ordinava al bar dell'oratorio tanti anni fa.:) Costa un po' di più, però il gusto è buono uguale. E ancora, in un crescendo rossiniano: passare dalle bibite vintage alle caramelle vintage è stato un battito. Che dire di quelle al rabarbaro e all'orzo che il farmacista dava come resto? E delle ginevrine di zucchero? Che meraviglia. E di quelle a forma di frutta con la scorza croccante? E poi, magari abbandonando i dolci: la frizzina per regalarci bollicine nell'acqua del rubinetto? Vogliamo parlarne? Basterebbe assaggiarla per digerire e tornare indietro nel tempo, alle carezze ricevute da mamma e papà all'ora di cena. :*) Per me è tutto cibo vintage, ovvero un modo di nutrirsi che affianca alla dieta quotidiana sapori che stimolano vecchi ricordi, che ridanno vigore a sensazioni quasi dimenticate. Qualcuno parla elegantemente di «emotional eating», il cibo delle emozioni. Per gli inglesi, alle prese con la riscoperta di certi dolci che più che dolci sono delle armi di distruzione di massa ad alto tasso glicemico, è più sinteticamente retrò-food. Per molti critici, solo un inno alimentare all'infantilismo. Sarà. Di certo c'è che gli esperti di marketing hanno capito prima di altri che certi alimenti, di cui sono da anni cessate produzione e distribuzione, pur non avendo più un posto sugli scaffali dei supermarket l'avevano e l'hanno però ben saldo e spolverato nella memoria dei consumatori. Non solo. Hanno compreso che soprattutto in momenti di insicurezza sociale, di recessione, di difficoltà economiche, la gente tende a rifugiarsi in stili alimentari che le ricordano i tempi passati quando le beghe c'erano come oggi ma gliele risolvevano altri. Fatto sta, l'altro giorno ho trovato nella cassetta della posta il volantino di una nota catena di discount alimentari. Titolo dell'offerta: «Un tuffo nel passato... per i nostalgici dei vecchi tempi». C'era la cedrata, non c'era la spuma. Devono attrezzarsi.
. Lodevole è stata l'iniziativa da parte di Atelier 1900 di curare, ieri, una serata-aperitivo denominata “Cinevogue”, svoltasi presso il Vox in via Sparano 15. In collaborazione con StudioUno -Associazione culturale di recente costituzione creata con l’obiettivo di favorire un avvicinamento delle nuove generazioni a quelle passate attraverso un metodo originale: la resurrezione di capi e accessori del periodo cinematico italiano-, l'evento è stato un vero e proprio tributo agli anni '60. Una mostra eclettica in onore dei personaggi cinematografici di quel decennio celebrati sontuosamente attraverso una poliedrica esposizione dal sapore retrò carica di suggestioni, non solo visive, in bianconero e a tinte tenui. “Il decennio dei Sessanta rivive oggi attraverso musica e abbigliamento utilizzati a Cinecittà“, afferma forse un pò alticcio a seguito del generoso drinking, Davide, uno dei soci, che si fa chiamare con estrema e poco motivata riservatezza Ken Clark, come la piccola stella cinematografica dei generi western, mitologico e giallo-spionistico di importazione americana in auge quasi cinquant'anni fa.
Sembra non gli sia concesso trasmetterci altre informazioni –Ad esempio come e dove hanno reperito i tanti abiti e accessori- per ordine del suo socio in affari.
La moda come veicolo di interesse storico e collezionistico dunque. Tutto ciò a memoria e in onore del decennio in cui il cinema italiano parve segnare una svolta, favorita anche da nuove situazioni ideologiche e politiche, decretando la fase aurifera della produzione nazionale, autentico florilegio di nuovi autori che si sarebbero in seguito rivelati vette massime nel campo specifico anche a livello internazionale. Fu indiscutibilmente quel decennio a definire e connotare inedite tematiche, stili narrativi e geniali intuizioni forse mai superate. Da allora il Cinema è diventato ufficialmente mezzo di espressione artistica, informazione culturale e comunicazione sociale.
Eppure, come attestano alcune locandine originali esibite ieri sera al Vox, negli anni '60 il cinema italiano non era solo quello d’autore per eccellenza. Non solo l'introspezione e l'esistenzialismo dei Federico Fellini, dei Pier Paolo Pasolini, o dei Michelangelo Antonioni e dei Luchino Visconti. Anche l'alba dorata dei cosiddetti B-movie, tornati alla ribalta più che altro per l'importanza ricoperta sul piano del costume nazionale, o dei “polizieschi all'italiana”, ribattezzati “poliziotteschi”, rappresentati in loco ieri dai manifesti dei classici “Operazione estremo oriente” o “Il commissario Pepe”.
Non a caso il nome dell'associazione culturale, StudioUno, deriva dallo storico programma Rai andato in onda in Italia dal 1961 al 1966 ed entrato nell'immaginario collettivo come prototipo dello spettacolo di intrattenimento leggero. “Locandine cinematografiche rigorosamente 60s”, aveva dichiarato il presidente nel comunicato stampa che preannunciava la mostra; perciò decisamente fuori tema e grossolanamente poco attinenti, invece, sono apparse le copiose locandine appartenenti al filone “commedia sexy scollacciata” come “Sesso matto” o “La schiava io ce l'ho e tu no”, produzioni notoriamente del decennio successivo, gli incensurati '70.
Una nota stonata rispetto al leit motiv della serata in verità piacevolmente suonata assieme al DJ Set dalle atmosfere patinate in perfetta sintonia con le evocative pellicole datate, proiettate attraverso il Super 8. Il tutto appariva una ricercata esaltazione dal gusto vintage del modernariato esposto composto da accessori quali occhiali, scarpe, telefoni, lampade, televisori e radio, per l'occasione azzecatissimi complementi d'arredo dei capi ispirati alla Cinecittà degli anni '60. Innovativo anche l'aspetto commerciale dell'associazione StudioUno. I soci hanno raccolto una mastodontica collezione di abiti sartoriali italiani datati 1967-1972. L'accertato utilizzo di tali capi nel cinema italiano dell’epoca, permette di poter ricreare spettacoli e ambientazioni legate al suddetto periodo in occasione di rappresentazioni teatrali, fiction, sfilate e party esclusivi a tema ambientati nell'epoca su esposta. Un modo per inventarsi un business che sia in grado di coniugare sapientemente passione e bilancio. L'associazione StudioUno ha sede in Via Francesco Pepe 45 a Bari Carbonara.
La Spezia. Il fondatore dei New Trolls e autore di storici brani per Mina, Ornella Vanoni e Anna Oxa torna in un grande omaggio a Fabrizio De Andrè, amico e co-autore con lui del primo concept album italiano: “Senza Orario senza bandiera”
Approda a La Spezia Vittorio De Scalzi nei panni del “suonatore Jones”, personaggio ispirato all’Antologia di Spoon river di Edgar Lee Masters ed immortalato da Fabrizio De Andrè in Non al denaro, non all’amore né al cielo, lavoro discografico al quale lo stesso De Scalzi collaborò nel lontano 1971. Lunedì 28 febbraio alle 21 De Scalzi sarà al Teatro Civico della città per ricreare in uno spettacolo denso di emozioni le atmosfere sonore che ne hanno accompagnato la carriera artistica. Accompagnato da una band formata da Andrea Maddalone alle chitarre, Andrea Chellini alle percussioni, Francesco Bellia al basso, Edmondo Romano ai fiati e Luca Cresta alle tastiere, il cantautore - già noto al pubblico per aver fondato nel 1967 il leggendario gruppo dei New Trolls - si racconterà in una performance che ripercorre un itinerario personale lungo più di quarant’anni: dagli esordi in piena epoca beat, alla collaborazione del primo “concept album” italiano, Senza orario, senza bandiera (scritto insieme a Fabrizio De André elaborando poesie di un loro comune amico Riccardo Mannerini), fino alla produzione per grandi artisti della scena italiana. Un’anima genovese, quella di De Scalzi, che lo ha sempre legato in qualche modo alla produzione culturale della sua terra, come testimoniano di recente le sue produzioni De Scalzi’s restaurant (in teatro) e Mandilli (ultimo lavoro discografico). In una raccolta intrisa di emozioni, Faber rivive così nella suggestiva e sentimentale esibizione del suonatore Jones e Vittorio interpreta la sua maturità musicale nell’esperienza germogliata con De Andrè, testimone di una colonna sonora che fu, che è e che sempre sarà. La serata è organizzata dalla Società dei Concerti di La Spezia www.sdclaspezia.it.
EVENTI. Questa sera al Comunale di Vicenza tre dei componenti della mitica band progressive. Con Tolo Marton e Toni Pagliuca ci sarà Aldo Tagliapietra: «Il nostro è un riproporre il rock anni Settanta proprio come si fa con la classica»
Vicenza. «Un giorno Toni mi ha chiamato per invitarmi alla presentazione del suo nuovo cd, c'era anche Tolo. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: perchè no?». Così Aldo Tagliapietra racconta la reunion con il tastierista Toni Pagliuca, dopo quasi vent'anni di separazione artistica, e con il chitarrista Tolo Marton, che con le Orme suonò nell'album di svolta Smogmagica. Stasera alle 21 al Comunale non si presenteranno come Orme, in quanto il nome della pietra miliare del progressive rock italiano è attualmente nelle disponibilità del batterista Michi Dei Rossi, e ancora al centro di una vicenda giudiziaria tra i tre ex componenti storici, ma la musica, il suono e le sensazioni saranno quelli degli anni Settanta.
Tagliapietra, chi ascolta oggi il progressive rock?
«Quello che facciamo non è assolutamente revival: il nostro è stato rock classico, e pur con una certa dose di presunzione, oso dire che definirlo oggi revival sarebbe come definire revival la musica di Bach o Brahms solo perchè è suonata ancora. È musica che è rimasta e che la gente ascolta ancora, perché oggi c'è un vuoto, e si sente quasi solo quello che negli anni Settanta chiamavamo "muzak", robaccia. Se arriva qualcosa di nuovo e valido, sono il primo a rallegrarmene, ma oggi c'è un buco, e quando anche i giovani scoprono che in passato è stato fatto qualcosa di buono, che io considero "classico", ci si aggrappano».
Come farete a ricreare quelle atmosfere?
«Toni aveva ancora il suo vecchio organo e il minimoog dell'epoca, Tolo la chitarra e l'amplificatore di quei tempi, io ho tirato fuori il Fender jazz che usavo allora. Abbiamo suonato con quegli strumenti e abbiamo sentito che il sound era piacevole. Per me che come tantissimi altri più bravi di me sono stato un protagonista di quegli anni, suonare in questo modo è come riproporre il rock come si fa con la musica classica». Cosa attendersi, dunque, da questo concerto vicentino? «Ci sentiamo musicalmente giovani, e andiamo avanti. Non possiamo chiamarci Orme, ma eseguiremo quel repertorio, che è stato scritto quasi esclusivamente da me e Pagliuca. Abbiamo naturalmente inserito un batterista, Manuel Samaniotto, un giovane di 28 anni di San Stino di Livenza veramente bravo e versatile».
Specie dopo la reunion con Toni Pagliuca non rode un po' non potersi chiamare Orme?
«Eccome... Ma per ora le cose sono così. Quando una cosa analoga era successa ai New Trolls, non mi capacitavo e li criticavo, ma quando mi ci son trovato in mezzo, ho capito, e ho capito soprattutto che in Italia la normativa in materia è strana, e considera il nome di una gruppo musicale come fosse quello di una saponetta». Biglietti sono ancora disponibili al botteghino del Comunale, sul sito www.tcvi.it e negli sportelli della Banca popolare di Vicenza.
Sabato 26 febbraio 2011 alle ore 20.30 la Libreria Luidig a Benevento ospita un incontro speciale dedicato alla grande esperienza del progressive-rock e in particolare a quella dei Saint Just. Tornata in attività con la nuova sigla Saint Just Again, la formazione napoletana fondata da Jenny Sorrenti ha da poco pubblicato un nuovo album dal titolo Prog Explosion. Con due album leggendari come Saint Just (1973) e La casa del lago (1974), i Saint Just sono entrati nell'olimpo dei grandi del rock progressivo italiano e internazionale: la loro miscela di rock, folk, jazz e sperimentazione ha incantato la critica e il pubblico di ieri e di oggi.
Del passato e del presente dei rinnovati Saint Just parleranno i due ospiti della serata, Jenny Sorrenti e Marcello Vento.
Sucker Punch racconta la storia di una ragazza di nome Babydoll che negli anni Cinquanta viene rinchiusa dal patrigno in un manicomio con l’intenzione di farla lobotomizzare di lì a cinque anni: per sfuggire a quel luogo orribile, Babydoll si rifugerà in un mondo di fantasia dal quale inizierà a pianificare la sua evasione. Il regista Zack Snyder ne ha parlato come di un “Alice nel paese delle meraviglie con i mitragliatori”.
Un omaggio all'inventore della Gibson Les Paul: Jeff Beck ha deciso di pubblicare su Cd la registrazione del live tenutosi nel giugno 2010, all'Iridium Jazz Club di New York.
Beck, grande chitarrista (forse tra i più bravi di tutti i tempi) e vincitore di diversi riconoscimenti, tra cui due Grammy Awards nell'ultima edizione ottenuti come Best Rock Instrumental Performance per il brano "Hammerhead" e il premio Best Pop Instrumental Performance per il brano "Nessun Dorma", ha deciso di rendere omaggio a Les Paul che, fino all'ultimo, non ha abbandonato la sua passione per la chitarra, continuando a suonare ogni lunedì sera fino alla veneranda età di 94 anni.
Il progetto di Beck, che vanta illustre collaborazioni tra cui quella conImelda May, verrà presentato questa sera presso la famosa O2 Arena di Londra.
Per chi fosse curioso, di seguito la tracklist dell'album:
Chi non ha mai visto almeno una volta nella vita le coinvolgenti avventure di Fonzie, della famiglia Cunningham, di Ralph, Potsie e di tutti i simpatici protagonisti di Happy Days?
La fortunatissima serie televisiva, che secondo vari sondaggi è il telefilm più amato in assoluto dai telespettatori italiani, sbarca ora a teatro, in uno spumeggiante musical portato in scena da La Compagnia della Rancia.
Lo spettacolo sarà presto sul palco del Teatro della Luna di Assago. Il debutto milanese si terrà il 24 marzo e il musical sarà in cartellone fino al 10 aprile.
Un’ottima occasione quella offerta da Happy Days per vivere momenti di spensieratezza al ritmo di jubox, rock’n’roll e balli scatenati.
I biglietti, acquistabili attraverso il circuito Ticketone, variano dai 21,50 ai 74 Euro.
Un giorno qualunque, in un qualunque posto, un uomo anziano e saggio diede una guitar shirt ad un gruppo di ragazzi: essi, non capendo, pensarono fosse una maglietta qualsiasi. L’uomo anziano disse loro: “Non usatela per scopi malvagi poichè il demone del rock potrebbe impossessarsi della vostra anima“. Pochi giorni dopo uno dei ragazzi trovò in una tasca interna della maglietta un mini amplificatore con un plettro magnetico. Stupito ed incredulo iniziò a capire che la maglietta ha in sè un’anima; la indossò ed iniziò a suonare.
Da quel giorno la sua anima non fù più la stessa; l’anziano uomo l’aveva avvertito…
Questa la storia della maglietta che a guardarla può sembrare una comune maglietta, ma in realtà è molto di più. Con questa T-Shirt, infatti, potrete suonare facilmente la chitarra posta su di essa poichè ogni pulsante è un accordo. Potrete suonare diverse canzoni rock classiche senza avere particolari abilità.
La chitarra presente sulla maglietta è collegata ad un mini amplificatore (compreso nel prezzo) che ne riproduce i suoni registrati da una reale chitarra elettrica. Il suono che viene riprodotto potrà essere portato ad un livello molto alto mantenendo un’ottima qualità! Per poter suonare occorre un plettro magnetico (due compresi nel prezzo).
Una scatola di mentine che suona: non si tratta di un’allucinazione ma degli Ampoids, mini amplificatori tascabili nascosti dentro scatoline di latta vintage. Il coperchio porta ancora stampato il marchio delle mentine che una volta conteneva, Altoids, che ora dà il nome a questi curiosi speaker da viaggio, in versione menta piperita, cannella, liquirizia o zenzero.
Alimentati a batterie, gli Ampoids sembrano avere un’ottima qualità del suono, in rapporto alle loro dimensioni, tanto che oltre alla versione per mp3 ne esiste una addirittura per amplificare chitarre. In qualsiasi gusto li preferiate, li trovate in vendita suEtsy
Si chiama CarnevApe la manifestazione che il paesino in provincia di Grosseto ha dedicato al mitico tre ruote Piaggio
Si chiama CarnevApe, un carnevale tutto particolare, dedicato al più amato tre ruote (quello vecchio) della città di Pitigliano.
Nuove generazioni e anziani pensionati, per diletto o per lavoro, hanno adottato gli "Apini" per muoversi con agio nelle strette e ripide vie; a Pitigliano, in provincia di Grosseto, i tre ruote sono così numerosi che qualcuno, scherzando, afferma che si potrebbero annoverare tra le tipicità locali, al pari di salumi, formaggi e del vino bianco Doc! Allora, ecco che anche il Carnevale rende loro omaggio. La Pro Loco "L'Orso", in collaborazione con Piaggio Veicoli Commerciali, presenta la prima edizione del CarnevApe di Pitigliano. Varie associazioni e molti volontari hanno lavorato alla preparazione di singolari carri allestiti su Apini di varie fogge, guidati dalla maestria dei veterani del carnevale locale. Le sfilate per le vie del centro sono tre: domenica 27 febbraio, domenica 6 marzo e martedì 8 marzo, con inizio alle 14,30. Ad aprire il corteo delle maschere, due "ospiti" di tutto riguardo: i calessini storici. Imperdibile
L’icona motociclistica italiana per eccellenza è sicuramente la Vespa e casa Piaggio non poteva far altro che organizzare un evento in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia, festeggiamenti ed eventi che si svolgeranno durante tutto l’anno 2011.
Per questo importante occasione ,“Vespitalia 150” , ci si dovrà recare a Torino dal 1° al 3 luglio 2011, posto simbolico in quanto la prima capitale italiana fu proprio il capoluogo piemontese.
Il moto raduno presenterà un programma molto ricco in occasione di questa importante ricorrenza da festeggiare.
I motociclisti torinesi e quelli provenienti da tutte le parti d’Italia, non potranno lamentarsi di questo importante evento che si sta organizzando in occasione dell’anniversario dell’Unità d’Italia, infatti nello stesso periodo ricade una mostra denominata “ il futuro nelle mani” dove saranno protagoniste le moto italiane del costruttore milanese CR&S che non avranno un importante storia alle spalle come la Vespa, ma che hanno fascino da vendere.
Dunque un evento da non perdere quello che si svolgerà il prossimo 1 luglio, un importante occasione per veder riunite numerose versioni della moto-simbolo del nostro stivale : la Vespa.
Sicuramente un raduno che caratterizza la nostra Italia, 150 anni dopo l’Unità del nostro paese, che vedrà in un unico posto migliaia di amanti delle due ruote provenienti da tutte le parti del mondo.
Gli ingredienti per un evento memorabile ci sono, ora bisognerà solamente mescolare il tutto e cuocerli per bene, così, quasi sicuramente, dopo averlo provato ci sarà da leccarsi i baffi!
Storia e passione finalmente si incontrano e sicuramente uscirà fuori qualche cosa da raccontare ai propri figli.
Come ha dichiarato in passato lo stesso Abrams, l'ispirazione per il film l'ha avuta proprio dalle pellicole del primo Spielberg, che avevano spesso come protagonisti bambini o adolescenti. La vicenda di Super 8 si svolge nel 1979 in Ohio, e vede come protagonisti un gruppo di adolescenti con la passione della cinepresa, una super 8 appunto. Sviluppando la pellicola, i ragazzi si accorgeranno di aver ripreso qualcosa di molto strano, e che probabilmente non appartiene al nostro mondo. Dà lì si dipanerà la vicenda che vedrà i ragazzi inseguiti dai militari, ansiosi di eliminare ogni traccia di qualcosa che deve restare nascosto. L'ambientazione e le atmosfere richiamano palesemente quelle di film come Incontri ravvicinati del 3° tipo ed E.T., in una specie di operazione revival che ad Abrams ( e a noi ) deve piacere molto.
Una serata assolutamente da non perdere che vede come protagonisti tutti (o quasi) i mitici dj's, p.r., proprietari di locali, bodyguards, baristi, guardarobiere, ecc che sono stati dei veri e propri punti di riferimento nella riviera by night dagli anni '70 '80 ad oggi.
Sabato grande evento d'eccezzione è previsto al Tatanka Club di Arma di Taggia. Si intitola 'Riviera Movida Vintage' arrivato al 4° appuntamento , una serata assolutamente da non perdere che vede come protagonisti tutti (o quasi) i mitici dj's, p.r., proprietari di locali, bodyguards, baristi, guardarobiere, ecc che sono stati dei veri e propri punti di riferimento nella riviera by night dagli anni '70 '80 ad oggi.
Byblos, VM49, Sortilegio, Acqua Salata, Nabila, Quartiere Latino, Odeon, Ciquito, Nova, Vittoria Club, La Diligenza, Pop2000, Ambaradan, Boccaccio, Empyre, LaGiara, Discovery, Alcazar, KGB, Ritual Studios, Tango', NumberOne, La Fortezza, ecc. Saranno premiati da speciali ospiti del settore, per una serata memorabile. Dietro la consolle oltre a Master DBJ, Luca LYJ, e Sancho si alterneranno alcuni tra i mitici dj's dell'epoca: Snoopy, Marco Ferri, Gianni Zacchino, Dino Gabbiani, Carlo Alessi, Shorty, Luciano, Robylato, Pinollo, Paolo Tucci, Roby Cencini, Ciccio, Wolf, Carlo Risso, Nito, Robert, Marco Girotti, Pinollo, Bomba Music, ecc che useranno direttamente gli storici e ormai rimpianti piatti Technics 1200. Si ritorna al vinile per una notte!
La celebre Festa di San Patrizio, il patrono dell’Irlanda è dietro l’angolo: ancora pochi giorni e poi la follia dell’evento dilagherà per le strade e per le piazze di tutta Dublino, fracanti, parate verdi e gnomi zompettanti. Per chi non ci fosse mai stato, è il moemnto di farci davvero un pensierino su, anche considerando il fatto che, se siete amanti della birra, l’Irlanda fa davvero al caso vostro!
Per il Saint Patrick’s Day, la Guinness Store House ha indetto una simpatica iniziativa: tutti quelli che si recheranno il giorno 17 marzo 2011 presso lo stabilimento Guinness e che si chiamanoPatrizio o Patrizia, riceveranno in omaggio il VIP PASS, ossia il Very Important Patrick Pass, valido per l’ingresso gratuito e per assistere ad un grande concerto e a momenti di revival anni’80, lounge music, musiche e danze tradizionali irlandesi.
Beh, io un pensierino su ce lo farei… e poi vuoi mettere un frizzante week end in Irlanda proprio durante la festa di San Patrizio? Ottimo modo per festeggiare il proprio onomastico, non trovate?
Boom di prenotazioni online per la nuova Piaggio Vespa PX. Dopo una pensionamento frettoloso l’azienda di Pontedera introduce nuovamente la leggendaria Vespa PX. Per celebrare l’evento i primi 150 fortunati che prenoteranno attraverso il sito della casa potranno avere la propria Vespa nell’esclusiva colorazione Azzurro Mediterraneo. Non solo: nel prezzo di 3.550 euro sono compresi il cupolino, la coppia di portapacchi cromati, anteriore e posteriore e un invito per una visita guidata al Museo Piaggio e allo stabilimento di Pontedera dove, dal 1946, viene prodotta la leggendaria Vespa. Affrettatevi: l’esclusiva Piaggio Vespa PX Azzurro Mediterraneo, nelle versioni 125 e 150cc, sarà disponibile sul sito fino al 24 febbraio 2011. 3 milioni di esemplari venduti in tutto il Mondo, design unico, un nome entrato nella storia del motociclismo: di chi stiamo parlando? Della leggendaria Vespa prodotta da Piaggio.
Riprendendo le linee del passato la Vespa PX torna nel listino dell’azienda italiana nelle motorizzazioni 125 e 150 cc euro 3: grazie alle ridotte emissioni inquinanti il Vespone non dovrà rimanere in garage durante le giornate di blocco del traffico.
Per celebrare il grande ritorno nelle concessionarie, Piaggio ha organizzato, fino al 24 febbraio, un’esclusiva vendita online per tutti gli appassionati del marchio: cliccando sul sito http://prenotapx.vespa.com/
Tra le novità tecniche sulla nuova Piaggio Vespa PX troviamo la sospensione anteriore a braccetto oscillante con ammortizzatore idraulico a doppio effetto. Il sistema di sospensione posteriore lavora invece sul carter motore che funziona come parte oscillante. Le ruote sono montate su cerchi da 10 pollici.
Ps. Mi immagino cosa accadrebbe se la Piaggio mettesse in cantiere la produzione del mitico primavera ET3 ... altro che boom!!!
Posso offrirvi della liquirizia, mentre passeggiamo tra questi roseti, ascoltandoBeatles, Belle & Sebastian e financo Lucio Battisti?Qui siamo tutti ragazzi di campagna, migrati in citta': io ci sono venuto conla mia ocra Simca 1000. Le Fragole arrivano da Borgo Panigale, luogo familiare a tutti quelli che sfruttano l'autostrada per superare l'ingorgo bolognese. Sin dalla copertina e' evidente il loro progetto musicale, fatto di un mondo parallelo all'attuale, magari solo sognato ed agognato, oppure costruito tra le macerie di una realta' urbana che tende a non prospettarci un futuro per le nuove generazioni. Il loro cdLa piccola enciclopedia del bosco vol.2 e' un pamphlet di un movimento di cui forse sono gli unici adepti, ma il booklet che ci racconta le loro geste (ed i testi delle canzoni) e' una goduria, ovviamente su fogli a quadretti piccoli.
Il gruppo de Le Fragole ha il seguente line-up: Marco Tascone: voci, cori e chitarre acustiche. Laura Cenesi: voci e cori. Marco Anderlini: arrangiamenti, programmazione e mixing. Lucio Martelli: chitarre elettriche. Giuseppe Lanzetta: batterie. Un po' flower power ed un pizzico fuori di testa, con un amore spassionato per i mondi dipinti dai fumetti (basta guardare la copertina del loro precedente cd), Le Fragole sono una realta' da seguire, scrutare, analizzare, senza mai pero' prendere sul serio la nostra introspezione psicoanalitica: mi immagino dei loro concerti in cui dal palco invitano a cantare le canzoni, magari abbracciando il vicino e vestendosi adeguatamente: pantaloncini corti, leccalecca gigante in mano e soprattutto in mano un palloncino, colorato a dovere. Poi ognuno di noi puo' andare nella nostra seconda casa ovvero sia la nostra automobile: seconda casa da molte generazioni, la dobbiamo addobbare adeguatamente, perche e' anche il nostro rifugio, oltre che un mezzo di trasporto. Ora per favore, fatemi guidare con tranquillita': ho il mangianastri lucidato (o e' un Super8?), il thermos caldo ed un po' di pupazzini che muovono magicamente la testa, basculando su supporti moderni a molle ...
Track list di Le Fragole – La piccola enciclopedia del bosco vol.2
1. E il sole splende anche per me
2. Domenica
3. Così bella
4. La mia seconda casa
5. Sono indeciso
6. La mia via
7. Romanzo
8. Superman
9. Ragazzi di sobborgo
10. La canzone del sorriso
11. Al parco Tolon
12. Non lasciarmi mai
13. Liquirizia
14. Ho paura per te
15. B/N
16. Niente è tutto
17. Crudele ingiustizia
18. Chi ama soffre
19. L’amore non corrisposto
20. Ombra, boschi e frane
21. Un altro cigno nero a Leeds Castle
22. Maledetta l’amicizia
Era il 1978 il punk incendiava letteralmente l’Europa e l’America. In quegli stessi giorniMike Ness, Casey Royer, Rikk Agnew e i fratelliFrank in California nella cittadina di Fullerton davano vita aiSocial Distortion, destinati di li a poco a diventare un vero e proprio culto della scena punk di Los Angeles in buona compagnia di band come Germs e Black Flag. Ragazzi scatenati e pieni di talento i nostri amici con una gran voglia di suonare un rock emotivamente coinvolgente. Nelle loro canzoni trovavi la vita di tutti i giorni. Trovavi quell’America fatta di storie di strada e di outsider. Purtroppo la carriera di Ness e soci è stata limitata da lunghissime pause legate a cadute personali e a tragici eventi. Negli ani tante cose sono cambiate, la line-up del gruppo è cambiata forzatamente, anche l’irruenza degli esordi non è più la stessa, ma al di fuori di loro non ci viene in mente nessuno per cui valga ancora spendere la parola punk. Senza dubbio infatti la qualità migliore dei Social Distortion è stata ed è la coerenza. Il rimanere in contatto, nonostante l’alternarsi delle mode, con le radici del rock.Hard Times And Nursery Rhymesa sette anni di distanza dall’ultimo lavoro, rilancia giustamente il gruppo. Le 11 tracce proposte danno vita ad un vero e proprio viaggio che mette insieme rabbia, malinconia, melodia: blues, gospel, rhythm ‘n’ blues, rock’n’roll che si fondono in una sorta di caleidoscopio musicale. Si inizia con lo strumentaleRoad Zombie, per passare al blues sudista di California (Hustle And Flow) con possiede quella tipica atmosfera calda e malsana che ricorda tanto gli Stones di Exile on Main Street.Diamond In The Rough fa venire la pelle d’oca, sembra di sentire uno Springsteen tornato giovane. MentreAlone And Forsaken è invece la splendida rilettura di un classico di Hank Williams con la chitarra ruvida e veloce che contrasta con la voce carismatica di Ness. La classica aggressività travolgente e graffiante dei Social Distortion si ritrova invece in episodi comeGimme the Sweet and Lowdown,Machine Gun Blues,Far Side of Nowhere, Still Alive. A chiudere ci sono infine una manciata di ballate intime e malinconiche comeCan't Take It With You,Bakersfield e Writing On The Wall. I Social Distortion di questi tempi potranno apparire anacronistici, ma a dispetto delle tante band giovani di poco talento e di nessuna grinta, che ci tocca spesso ascoltare, sanno proporre la magia del rock.. Hard Times And Nursery Rhymes è un album viscerale che brucia elettricità. Musica semplice perché suonata con il cuore. Non c’è da spendere troppe parole, assolutamente indispensabile di questi tempi.
"E nel 2011 l'uomo distrusse la Tv per riscoprire se stesso..." Un sogno? No. Per la Coquette Band, gruppo ska di Monte Sant'Angelo (FG), il funesto presagio si materializza con il videoclip ufficiale del singolo "Distruggiamo la Tv".
"La Tv ti fa ingrassare, la Tv è solitudine, la Tv è carenza di conforto, la Tv è mancanza di rapporto. La Tv è falsa, ti isola; è un modello di vita sbagliato, irreale che crea nei più giovani l'impressione che tutto sia possibile e lecito..."
Recita così il brano della band garganica che ha scelto il Centro Storico di Monte Sant'Angelo e la "Carbonara valley" come locations per il proprio videoclip.
Il video (che ha visto la partecipazione di oltre cinquanta comparse accorse anche da località limitrofe come Foggia, Mattinata e Lucera) è stato girato lo scorso 17 ottobre tra il meraviglioso "Junno" e la valle di Carbonara, location dell'esibizione.
"I protagonisti del videoclip sono una giovane coppia morbosamente intenta a guardare una soap in Tv; ad un certo punto l'attore della soap si alza, esce per strada e capeggia un corteo in rivolta mentre la giovane coppia resta a guardare la soap in Tv (ovviamente!) con la ragazza nella soap rimasta sola!"
"La rivolta terminerà a casa della giovane coppia dove l'attore della soap con tutto il seguito, distruggerà la Tv della giovane coppia, che non opporrà nessuna resistenza." - spiega Peppe Totaro, leader della Coquette Band, e aggiunge - "Il video è simbolico in quanto vuole spiegare la massificazione della società e quindi l'assuefazione a tutto ciò che la televisione oggi ci offre e ci propina tutti i giorni. Il messaggio vuole essere chiaro: con la distruzione della tv vogliamo distruggere l'atteggiamento diffuso del 'non agire'e del subire passivamente."
Il videoclip è prodotto dalla Coquette Band e dall'associazione "Museca", per la regia di Luciano Toriello e la fotografia di Marco Fortunati.
"Tu non puoi più vivere una falsa realtà, non puoi più dipendere da una scatola, non devi esitare, non puoi più aspettare. Sei molto stanco? Non ce la fai più? Stacca la spina e rompi la Tv", recita il brano nel finale.
Manca esattamente un mese ad uno degli eventi musicali alessandrini più amati e pregiati. Stiamo parlando di “Primavera Beat”, kermesse di musica live (e non solo) giunta ormai alla sua quinta edizione.
Molte le band in arrivo, anche dall’estero, e molto ampia la cornice intorno ai concerti, con tanto di svariati dj set, bancarelle, pranzi e cene, feste all’aperto.
Si parte il fine settimana del 18-19-20 marzo al teatro Macallè di Castelceriolo (AL), con il party di avvio con disk jockey, mercatini e cene, e soprattutto con la musica dei “The Creeps”, band svedese dall’esperienza decennale particolarmente trascinante nel suo sound a cavallo tra il beat e il garage-rock. E poi, a seguire, l’”International Jet Set” coi Sick Moving Rose, supergruppo nato ad hoc dalla fusione di due band del miglior punk-beat italiano, molto vicini al rock’n'roll più puro.
Si prosegue quindi sabato 19, quando sarà la volta dei vulcanici “The Montesas”, e poi coi “Thee Bombo’o'Nyrics”, altra formazione dalle tendenze vintage, entrambi irresistibili qualora si fosse in vena di ballare e gettarsi tra le braccia di quello che è- lo dice il nome stesso dell’evento- beat.
Chiusura invece domenica 20 presso l’Hotel Marengo (Spinetta Marengo, AL) con dj set e banchetti, cibo e bevande a partire dalle ore 14 fino a tarda serata.
Il prezzo d’entrata è di 10 euro per le serate di venerdì e sabato. Per ulteriori informazioni si consiglia di contattare Salvatore al 389/4226172
Si è tolta la vita Maria Luisa Mongini, aveva 75 anni. Celebre per Totò, Peppino e... la Malafemmina, lavorò con Fellini e Antonioni
Dorian Gray, nome d'arte di Maria Luisa Mongini, si è uccisa a 75 anni con un colpo di pistola a Torcegno, nel Trentino, dove viveva dalla metà degli anni Sessanta, dopo aver lasciato la carriera. Attrice di rivista e cinema, deve la sua fama soprattutto al film Totò, Peppino e... la Malafemmina, del 1956, film nel quale aveva recitato anche con Teddy Reno.Nata a Bolzano nel 1936, a soli 14 anni era già sul palcoscenico accanto a Gino Bramieri ed Erminio Macario in "Votate per Venere". Un tale successo che la porta accanto alla signora del varietà, Wanda Osiris, in "Gran baldoria" di Garinei e Giovannini.Il cinema arriva dopo uno spettacolo teatrale, l'ultimo che fa, con Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi. Nel 1956, a vent'anni, è la protagonista di Totò, Peppino e... la Malafemmina. L'anno dopo arriva l'ingaggio per Le notti di Cabiria di Federico Fellini, dove interpreta il ruolo di Jessy, la fidanzata bella, ricca e snob di Amedeo Nazzari. Nello stesso anno interpreta il ruolo della benzinaia Virginia ne Il Grido di Michelangelo Antonioni. Nel 1958 riceve un Nastro d'Argento come migliore attrice non protagonista per Mogli pericolose di Luigi Comencini. Poi lavora con Dino Risi (Il mattatore, 1960) e Mario Camerini (Crimen, 1960). L'ultimo suo film è stato Fango sulla metropoli del 1965. Poi, a soli 30 anni, rimasta incinta si ritira dalle scene, trasferendosi a Torcegno dove fa costruire una sontuosa villa. Qui cresce il proprio figlio conducendo una vita lontana dai riflettori e dalla mondanità del mondo dello spettacolo. Fino al suicidio.
di Nando Mura Scritta nel 1952, grazie a Bill Haley e i suoi Comets che l'hanno incisa due anni dopo, questa canzone ha rivoluzionato la storia della musica e forse non soltanto quella. Il rock (and roll) attorno all'orologio è la linea di confine tra un'epoca e un'altra, come il passaggio da un millennio all'altro. Al punto che quando Bill Haley morì prematuramente furono in tanti a dite che "oggi non è morto solo lui ma la musica". Esagerazione, certo: ma se non ci fosse stata questa canzone non ci sarebbe stato tutto quel che c'è stato dal 12 aprile 1954, la data di uscita di Rock around the clock e proprio quella data è considerata la data di nascita del rock'n'roll.
Nate in uno dei più remoti angoli dell’Alabama e fino a poco tempo fa sconosciute, Laura e Lydia Rogers, The Secret Sisters, si stanno affermando come il nuovo fenomeno della musica country-folk, in America.
L’allure vintage, il look d’antan, l’amore e il rispetto per la musica conquistano l’attenzione di Dave Cobb e del leggendario T-Bone Burnett, Producer e Executive producer del loro primo, omonimo, 45 giri, per l’etichetta Beladroit.
Registrato nei leggendari Blackbird Studios di Nashville, con la stessa apparecchiatura in uso negli anni Cinquanta, l’album (ottobre 2010) offre una combinazione di cover classiche e brani originali, dei quali è lo stesso Burnett a dire: "You can hear the history of rural American music from the 1920s and a reverence for every musical genre since".
Aspettiamo di vederle a Utrecht, il 16 febbraio, da dove cominceranno il loro primo tour europeo, conRay LaMontagne.
La salsiccia chiama :), gli intenditori rispondono. Monte San Biagio, comune collinare della provincia di Latina, sarà imbandito a festa per dare lustro alla sagra dell’insaccato per eccellenza, quest’anno alla sua settima edizione. Da venerdì 18 a domenica 20 febbraio, la regina indiscussa del tripudio sarà la salsiccia pontina al sapore di coriandolo (per l’occasione i semi di questa spezia verranno ripassati al forno, presentandosi così più croccanti e compatti).
Pochi ingredienti, ma genuini esaltano il gusto deciso della pietanza: sale, peperoncino piccante, pepe rosso dolce e vino moscato di Terracina, mescolati in un impasto tutto da mordere. La minuziosa preparazione del piatto protagonista fa da padrone: la salsiccia è cotta rigorosamente con il fumo di legna di lentisco senza l’aggiunta di addensati artificiali. Se non dovesse bastare, ancora ce n’è. La portata forte non viaggia mai sola: fanno da cornice di sicura presa, i piatti tipici locali che vanno dalle olive di Gaeta alle alici sottosale di
Sperlonga, passando per la calamita del lago di
Fondi ed ilformaggio Marzolina (prodotto con il latte delle capre bianche del comune rurale).
L’evento sarà impreziosito da tutta una serie di esibizioni particolari: dagli artisti di strada alla banda locale della ‘fanfara’. Incluso nel pacchetto, una piccola mostra di auto e moto d’epoca.
Vi segnaliamo il sito ufficiale della manifestazione:clicca qui
Sabato mattina inforcata la Bianchina, siamo partiti alla volta di Torino per L'automotoretrò. Dopo aver percorso le consuete statali,provinciali e comunali, (la bianchina aborra le autostrade :) ) siamo giunti dopo circa due ore e mezza a San Mauro Torinese dove ci aspettava l'Hotel Elite, un 3 stelle di discreta fattura dotato anche di piscina... ovviamente essendo d'inverno e la piscina scoperta niente bagno.... sic!:). La nostra meta cmq e un altra e messi giù i bagagli ci avviamo a tutto "sprint" verso Torino destinazione Lingotto, io e la mia macchinuccia fotografica non stiamo più nella pelle e non vediamo l'ora di raggiungere il luogo. Dopo un 20 minuti di strada e diverse peripezie tra qui un pezzo in contromano per raggiungere il parcheggio. ( Mannaggia al lingotto ed ai cartelli di parcheggio sotterraneo inesistenti.... per fortuna ho visto scendere un A 112 gialla se no stavo girando ancora adesso) Parcheggiato il bolide, ci avviamo verso l'ingresso, che appena varcato ci da subito il benvenuto con una ballilla sport affiancata ad una 500 abarth in vendita , tutto il resto nelle numerose foto pubblicate. http://bianchinaspacespirates.blogspot.com/p/automotoretro-2011.html Per la cronaca dopo circa 20 minuti all'interno della fiera il mio portafoglio piangeva già miseria.... Magliette.felpe e cappellini si sono prosciugati i miei averi. Molto interessante e stato il contatto con il Bianchina Club ufficiale.