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lunedì 4 giugno 2012

"Jesus Christ Superstar" a Broadway: il video










lunedì 28 maggio 2012

Sugar Baby Love THE RUBETTES (Video)




Chissà se ve la ricordate? Correva l’anno 1974 e uscì questo disco molto… vintage, che ricrea atmosfere degli anni 50-60, da… American Graffiti, per intenderci. Loro sono i RUBETTES, gruppo inglese. E la loro superhit fu questa SUGAR BABY LOVE.

sabato 20 agosto 2011

GIONNI PROTONE E I PENTATOMICI PASSIONE PER IL ROCK ANNI '50







di Annalisa Casciani

L'AQUILA - Stessa vitalità e sprint del rock 'n' roll nella vita di tutti i giorni per Gionni Protone e i Pentatomici.


Ci se ne rende conto appena si conosce il gruppo, cinque ragazzi dai 20 ai 30 anni circa, tutti aquilani, per quella che sarà un'intervista corale (rispondono insieme come pensando contemporaneamente la stessa cosa), ricca di ironia e all'insegna della complicità.

Gionni Protone (nome d'arte, si rifiuta di rivelare il suo vero nome che dice non conosce più nessuno) è il cantante, noto nel panorama del blues aquilano degli anni '90 per aver cantato in band come Hot Beans Blues Band e Jumpy Eye's Blues Quintet ed è anche l'ispiratore del gruppo. Oltre a essere la voce del gruppo suona l'armonica a bocca e il kazoo.

Gli altri componenti sono Francesco Pezzopane, alla chitarra, Alessandro Pezzopane, al basso, Manuel Masciantonio, alla tastiera e Mattia Matone alla batteria.

A muoverli è la passione comune per la musica, il rock 'n' roll anni '50 è il genere che preferiscono, e la voglia di divertirsi e fare divertire.

Fanno capire che i loro concerti sono delle vere e proprie feste. La gente balla e si lascia andare.

Partiamo dalle origini, come siete nati e soprattutto perché?
Prima di decidere di suonare insieme, tutti facevamo parte di altre band e avevamo anni di musica, più o meno fortunati, alle spalle. L'esperienza c'era già, l'abbiamo soltanto messa in comune. Esistiamo come gruppo da più o meno un anno. Quello che ci ha spinto all'inizio sono stati successo, soldi e donne (a questa dichiarazione ironica del chitarrista, Francesco, tutti ridono) ma in assenza di successo, soldi e donne, che non arrivavano, siamo stati costretti a suonare rock 'n' roll.

Quindi il genere che suonate è il rock 'n' roll?
In realtà l'idea era di fare blues. Ci piaceva perché è un genere, che amiamo, ma, soprattutto, che si suona facilmente anche se il gruppo non può provare tutti i giorni (i ragazzi più giovani studiano fuori L'Aquila). Le serate avevano poco successo. Il genere è di nicchia e poco popolare.

Quindi cosa avete fatto?
Durante un concerto, il nostro chitarrista, Francesco, ha improvvisato un pezzo rock 'n' roll anni '50, un sound diverso e un brano che non avevamo provato prima. Gionni gli è andato dietro e il pubblico si è svegliato all'improvviso, tutti ballavano come pazzi sulle note di Johnny be good. Abbiamo avuto un'illuminazione, quella era la nostra strada.

Quindi adesso suonate sopratutto rock 'n' roll, quali sono gli artisti che preferite?
Prima di tutto Elvis Presley, poi Fats Domino e Jerry Lee Lewis e tutto quello che è rock 'n' roll anni '50. Quello positivo del boom economico americano, per intenderci. Noi riproponiamo quella positività nella vita e nel futuro, 60 anni dopo all'Aquila. Portiamo felicità, insomma (a precisarlo è Gionni, il cantante)!

E adesso come vanno le cose? Il rock 'n' roll vi ha portato il successo?

Abbiamo molti ingaggi all'Aquila, ma anche in altre città d'Abruzzo. Come tutti puntiamo in alto. Vogliamo valicare le frontiere della regione. Vogliamo richiamare sempre più pubblico. Chi ci guarda si diverte, balla, si scarica, i nostri concerti sono delle feste, anche Gionni durante gli assolo di chitarra si dimena sul palco. Perché suonare il rock 'n' roll fa divertire anche noi. Questo perché al contrario degli altri gruppi che cercano il successo, noi lo cerchiamo divertendoci (mi ripete Gionni che ci tiene a far capire chiaramente che il divertimento è il motore dei loro concerti).

Progetti per il futuro, ragazzi?
Abbiamo qualche canzone originale nel cassetto, ma ancora dobbiamo lavorarci. Poi il rock 'n' roll, ovviamente, che non passa mai di moda e non morirà mai: continueremo a suonarlo.

Quale sarà la prossima tappa del vostro tour estivo?
La prossima e ultima tappa (i ragazzi hanno suonato per tutta l'estate, con varie tappe per l'Abruzzo), sarà stasera alle 20, al bar del Corso all'Aquila. Il concerto si suddividerà in tre fasi: una prima di riscaldamento, suoneremo 2 o 3 canzoni rockabilly; la seconda che prevede l'ormai attesissima, per chi già ci conosce, gara di twist, con premio al vincitore di un drink omaggio offerto da Gionni in persona; e un'ultima fase prettamente rock 'n' roll, con ballo sfrenato assicurato. Poi Gionni, ciliegina sulla torta, anima il concerto di battute e suoi "detti tipici", per ascoltarli dovete venire.

Con cosa sorprenderete il pubblico questa volta?
Il tastierista suonerà con due mani e una gamba, una gamba di manichino. Ma non anticipiamo troppo è una sorpresa. Ci sarà da divertirsi.


lunedì 4 aprile 2011

Quando Ferrara cantava “Yeah Yeah!” (Video)





Grazie all’abilità filologica di monsignor Luigi Castaldi, ecco a voi un Giuliano Ferrara d’annata, ma di quella davvero buona: al minuto 1.10 di La strada di Bob Dylan, documentario Rai su un’opera beat di Tito Schipa junior, lo vediamo cantare al microfono “Yeah Yeah!”, senza barba e baffi e infinitamente più magro.

giovedì 31 marzo 2011

Lo spartito ‘criminale’ dei Calibro 35 (Video)




Di Sabino Di Chio

Spartito criminale. E’ quello dove poggiano le note dei Calibro 35, ensemble di musicisti uniti dalla passione per il “poliziottesco”, vale a dire il poliziesco all’italiana anni ‘70, quello con Maurizio Merli e Tomas Milian, delle Giulietta lanciate in inseguimenti e sparatorie, degli agenti “cani sciolti” e delle bellezze stile Edwige Fenech.;)
Partiti come progetto estemporaneo, cavalcando l’onda lunga del revival noir che da Romanzo Criminale (libro poi film poi serie tv) del 2005 arriva a Vallanzasca – Gli angeli del male del 2010, sono oggi una band “stabile” a tutti gli effetti, che alla riproposizione delle colonne sonore vintage opera di Morricone, Ortolani, Bacalov, Micalizzi e Trovajoli, affianca sempre più spesso composizioni originali “in stile”.
La potente e riconoscibilissima miscela di funk, jazz e prog rock è proposta in concerti affollatissimi (premio KeepOn 2010 come miglir live band italiana), in Italia e all’estero. Appena rientrati da un viaggio negli Stati Uniti domani, venerdì 1 aprile, alle 21,30, suoneranno al New Demodé di Modugno (ingresso 8 €, a seguire dj set con Tuppi B. Info: 080/5227296).
“Siamo stati ad Austin, Texas – ci racconta il fondatore Tommaso Colliva, già produttore per Muse, Phoenix e Afterhours – a suonare al SXSW Festival, la più grande kermesse di musica indipendente negli Usa: 2000 band in oltre 90 location. Sulla via del ritorno ne abbiamo approfittato per fermarci a New York, dove abbiamo registrato il nuovo disco e abbinato un paio di concerti”.
Poliziottesco, Stati Uniti… il pensiero corre veloce a Quentin Tarantino, portavoce nel mondo dell’amore per i b-movie tricolori: “No – scherza Tommaso – putroppo non è venuto ad ascoltarci. Ci siamo consolati suonando in un locale messicano di Austin usato per le scene di Grindhouse!”.
Il progetto Calibro 35 nasce quasi per gioco o meglio, come precisa Colliva, “per divertimento, elemento troppo spesso dimenticato anche nel mondo della musica”. Un giorno ha invitato in studio amici e colleghi a cimentarsi in una jam session sul tema. All’appello risposero Enrico Gabrielli (fiati e organi), Massimo Martellotta (chitarre e lap steel), Fabio Rondanini (batteria) e Luca Cavina (basso). L’omonimo album d’esordio conteneva classici tratti dalle colonne sonore degli anni d’oro da Italia a mano armata a Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto a La ragazza con la pistola, ma anche pezzi originali come La polizia s’incazza e Notte in Bovisa che diventano subito dei piccoli classici.
Nel 2010, invece, sono usciti Ritornano quelli di…Calibro 35 e Rare!, raccolta di materiale sparso amato dai fan, eseguito dal vivo ma non ancora raccolto nella forma album.
E nei prossimi mesi il progetto dilagherà: “Non siamo legati alla solita routine disco-tour – conclude Colliva – e ci possiamo permettere di portare avanti mille idee differente: in autunno uscirà un nuovo album, abbiamo sonorizzato dal vivo l’ultimo romanzo giallo di Cesare Basile e potremmo ripetere l’esperienza in giro per l’Italia. Così come riproporremo, dopo il successo all’Auditorium di Roma, anche lo sonorizzazione del film Milano Odia. La polizia non può sparare, cult di Umberto Lenzi del ‘73”.

mercoledì 30 marzo 2011

Imola - Sulla diligenza dei Wheels Fargo (video)



IMOLA - Serata dalle sonorità inusuali giovedì 31 marzo al Circo Sforza di vicolo Troni a Imola con il concerto dei Wheels Fargo and the Nightingale che vivacizzeranno il pubblico a suon di country western a partire dalle 21.30 e con ingresso libero. Wheels Fargo and the Nightingale è un quartetto di veri fuorilegge delle 7 note capaci di mettere in scena la più ruspante country bluegrass music d’annata, intinta delle radicate sonorità hillbilly e rockabilly dei suoi fondatori. Suoni scarni ed ermetici, ma con una valanga di groove d’altri tempi, tradizione country, tocchi old time e ritmiche galoppanti.

Questi cow boys che sembrano appena usciti da un saloon di una polverosa cittadina del vecchio far-west tra guerre di secessione e corse all’oro, sempre col cappello in testa, raccontano storie di vita e di frontiera, praterie, pellerossa e amori impossibili. Alla voce e washboard Antonella The Nightingale che assieme al contrabbassista Wainer provengono dalla rinomata rock’n’roll band dei T-Model Boogie, chitarra e banjo 6 corde sono nelle mani Jim Singer fondatore dei P-51 Airplanes che caratterizza fortemente il sound eclettico dei Wheels Fargo, il quarto elemento è il giovane e incredibilmente talentuoso Matteo "Monroe" Ringressi al mandolino, banjo 5 corde e voce. I suoi strumenti sottolineano in pieno la vocazione bluegrass di vecchia scuola della band.

Il sound assolutamente vintage è marcato dalla voce solista femminile di Antonella, valorizzata dai frequenti interventi corali in bluegrass style, banjo, contrabbasso, chitarra ritmica e washboard. L'assenza della batteria sostiene le sonorità western che si arricchiscono in melodia e velocità. Hanno inciso il cd "Mama was a bank robber" per la Part record, una importante etichetta tedesca, specializzata in rock’n’roll/rockabilly e old time. Ora questi banditi ricercati stanno per assaltare il il circo sforza a suon di incontrollate danze western e istintivi ritmi imprevedibili, cinturone e stivali con gli speroni sono


mercoledì 16 marzo 2011

Lucio Battisti, emozioni, riflessioni e pensieri



Se dovessimo fare un nome di un artista musicale simbolo della canzone italiana, in occasione di questo 17 marzo, giorno di celebrazione per i 150 anni dell’Unità d’Italia nel quale vi raccontiano altre storie di Noi italiani, forse diremmo Lucio Battisti (senza dimenticare Fabrizio De Andrè, Mina e Rino Gaetano). Il cantautore di Poggio Bustone rappresenta per la canzone italiana quello che i Beatles hanno espresso nel mondo per il pop ed il rock’n’roll. La musica contemporanea nel nostro Paese si è sviluppata sicuramente anche grazie a questo eccezionale cantante, autore e produttore discografico: il suo impegno infatti ha avuto il senso di una cambiamento, visto che è stato in grado di modificare le inclinazioni musicali degli italiani. Sebbene i suoi limiti vocali fossero abbastanza evidenti (tono di voce quasi rauco e limitata estensione), Battisti ha dimostrato una grande forza d’animo ed una personalità robusta, che andavano oltre le apparenze di fragilità, riuscendo ad imporsi nel panorama musicale italiano.

Lucio nasce il 5 marzo del 1943, a Poggio Bustone (Rieti). Il suo esordio musicale avviene nel 1962, col gruppo de “I Mattatori” a Napoli, ma dopo un’annata tra alti e bassi decide di far ritorno nella sue terre, dove si unisce a “I Satiri” e poi a “I Campioni”. La svolta è datata 1965, quando Battisti fu invitato dalla casa musicale “El & Chris” dove incontrò Giulio Rapetti, meglio noto come Mogol.

Nacque così il più grande sodalizio della musica leggera italiana degli ultimi temi: Mogol-Battisti, una ‘’impresa’’ che genererà un successo discografico dopo l’altro, raggiungendo i primi posti delle classifiche, con canzoni diventate patrimonio della cultura italiana. Inutile farne una lista: sono davvero tante le canzoni di questa “premiata ditta” profondamente incastonate nel DNA di ogni nostro connazionale. Tantissimi coloro che hanno cominciato a strimpellare la chitarra sui pezzi di Battisti, ancor di più coloro che ne canticchiano i testi, spesso dopo averne sentito solo poche strofe.

Col primo album registrato nel 1967 Lucio sforna subito i primi successi da cantautore: “Per una lira” e “Dolce di giorno”. Le sue prime apparizioni, tuttavia, non sembrano ottimali dal punto di vista puramente estetico: quei capelli così ricci e spettinati, quel fazzoletto sempre attorno al collo. Tant’è che nelle prime copertine appare addirittura di spalle.

Nel 1968 con “Balla Linda” Battisti prende parte al Cantagiro; l’anno dopo, con Wilson Pickett, porta a Sanremo “Un’avventura”. L’ affermazione definitiva giunge nell’estate 1970, al Festivalbar, con “Acqua azzurra, acqua chiara”.
continua su: http://music.fanpage.it/lucio-battisti-emozioni-riflessioni-e-pensieri/#ixzz1GnB5ZQNx 



sabato 12 marzo 2011

Nilla Pizzi, ''una voce rose e fiori'' (In memoriam)

«È stata la numero uno tra le cantanti italiane, nessuna ha avuto la sua popolarità: le volevano bene in tutto il mondò».
Addio Nilla ci resta il tuo sorriso stupendo e le tue memorabili canzoni..



venerdì 4 marzo 2011

Rockabilly (Video)

Max Pezzali si prepara al tour







“TERRAFERMA”(Atlantic/Warner Music), il nuovo album di Max Pezzali , pubblicato a quattro anni di distanza dal suo ultimo lavoro di studio, si conferma nella top10 dei dischi più venduti, posizionandosi al sesto posto nella classifica di oggi. Domenica 6 marzo, Pezzali sarà ospite a Domenica 5 dove, oltre ad esibirsi nel brano “Il Mio secondo tempo” (tra i più trasmessi dalle radio), sarà intervistato da Federica Panicucci. Dal 15 marzo Max Pezzali presenterà “Terraferma” e incontrerà i fan negli store delle principali città italiane: il 15 marzo alla Fnac di Firenze (ore 18.00); il 16 marzo al Saturn di Milano (ore 18.00), il 18 marzo alla Fnac di Torino (ore 18.00), il 20 marzo alla Fnac di Roma (ore 18.30) e il 28 marzo alla Fnac di Verona (ore 18.00).

Prodotto da Claudio Cecchetto e Pierpaolo Peroni, “TERRAFERMA” si avvale di sound designer collaudati quali Claudio Guidetti, Sergio Maggioni e Roberto Vernetti. Il progetto grafico è di Paolo De Franceco Multimedia.it. 11 sono le tracce del disco (su iTunes l’album è disponibile in versione Deluxe, con digital booklet e il brano “Un omino incredibile“ in esclusiva”) tutte scritte da Max Pezzali con il suo caratteristico modo di raccontare e descrivere la realtà e il mondo intorno a sé. È un disco sulla vita, in cui le canzoni fanno, come sempre, poesia sulla quotidianità. Musicalmente, elettronica e strumentazione tradizionale si fondono perfettamente mostrando nei suoni una rinata voglia di divertimento pop, echi anni ’80 e rock’n’roll.

Dal 30 aprile Max Pezzali porterà il suo nuovo album e i suoi più grandi successi in tour. Sarà il 30 aprile a Roma e il 5 maggio a Milano. Dal 16 febbraio è attivo il sito ufficiale www.maxpezzali.it. Caratterizzato da una grafica inconfondibile, il nuovo sito si propone di coinvolgere ed emozionare tutti i fan grazie ad una forte integrazione con i principali social network che l’artista aggiornerà personalmente condividendo notizie, pensieri e contenuti multimediali. Il sito prevede anche un’area riservata, dedicata ai soli utenti registrati, che consente l’accesso a contenuti esclusivi quali anteprime audio e video, foto e materiale inedito e eventi dedicati.









lunedì 28 febbraio 2011

E’ morta l’attrice francese Annie Girardot


Aveva 79 anni l’attrice francese Annie Girardot ed è morta purtroppo perchè da tempo soffriva di Morbo di Alzeheimer, una delle figure più importanti e prestigiose del cinema francese, nata il 25 ottobre del 1931, la Girardot, allieva del conservatorio di Rue Blanche, inizia a lavorare di sera alla fine degli anni 40 nei cabaret parigini con il nome di Annie Girard. Nel 1954 inizia a lavorare alla Comedie Francaise dove è notata da Jean Cocteau. Nel ‘56 debutta al cinema in Treize a’ table, per il quale vince il Prix Suzanne Bianchetti.

L’attrice che prima di fare l’attrice pensava di diventare infemiera ha rappresentato non solo il cinema francese ma anche quello italiano degli anni 60 e 70, il grande successo arriva con il film capolavoro Rocco e i suoi fratellidove interpreta Nadia al fianco di Alain Delon e Renato Salvatori.

Nel 2002 viene premiata con il Cesar per la migliore attrice non protagonista per La pianista di Michael Haneke, con il quale torna a recitare quattro anni dopo in Niente da nascondere.

venerdì 25 febbraio 2011

Alla Luidig serata dedicata al progressive rock dei Saint Just



Sabato 26 febbraio 2011 alle ore 20.30 la Libreria Luidig a Benevento ospita un incontro speciale dedicato alla grande esperienza del progressive-rock e in particolare a quella dei Saint Just. Tornata in attività con la nuova sigla Saint Just Again, la formazione napoletana fondata da Jenny Sorrenti ha da poco pubblicato un nuovo album dal titolo Prog Explosion. Con due album leggendari come Saint Just (1973) e La casa del lago (1974), i Saint Just sono entrati nell'olimpo dei grandi del rock progressivo italiano e internazionale: la loro miscela di rock, folk, jazz e sperimentazione ha incantato la critica e il pubblico di ieri e di oggi.

Del passato e del presente dei rinnovati Saint Just parleranno i due ospiti della serata, Jenny Sorrenti e Marcello Vento.



martedì 22 febbraio 2011

trailer per Super 8





Come ha dichiarato in passato lo stesso Abrams, l'ispirazione per il film l'ha avuta proprio dalle pellicole del primo Spielberg, che avevano spesso come protagonisti bambini o adolescenti. La vicenda di Super 8 si svolge nel 1979 in Ohio, e vede come protagonisti un gruppo di adolescenti con la passione della cinepresa, una super 8 appunto. Sviluppando la pellicola, i ragazzi si accorgeranno di aver ripreso qualcosa di molto strano, e che probabilmente non appartiene al nostro mondo. Dà lì si dipanerà la vicenda che vedrà i ragazzi inseguiti dai militari, ansiosi di eliminare ogni traccia di qualcosa che deve restare nascosto. L'ambientazione e le atmosfere richiamano palesemente quelle di film come Incontri ravvicinati del 3° tipo ed E.T., in una specie di operazione revival che ad Abrams ( e a noi ) deve piacere molto.

lunedì 21 febbraio 2011

Le Fragole – La piccola enciclopedia del bosco vol.2 (Video)

Posso offrirvi della liquirizia, mentre passeggiamo tra questi roseti, ascoltandoBeatles, Belle & Sebastian e financo Lucio Battisti? Qui siamo tutti ragazzi di campagna, migrati in citta': io ci sono venuto con la mia ocra Simca 1000.

Le Fragole arrivano da Borgo Panigale, luogo familiare a tutti quelli che sfruttano l'autostrada per superare l'ingorgo bolognese. Sin dalla copertina e' evidente il loro progetto musicale, fatto di un mondo parallelo all'attuale, magari solo sognato ed agognato, oppure costruito tra le macerie di una realta' urbana che tende a non prospettarci un futuro per le nuove generazioni. Il loro cdLa piccola enciclopedia del bosco vol.2 e' un pamphlet di un movimento di cui forse sono gli unici adepti, ma il booklet che ci racconta le loro geste (ed i testi delle canzoni) e' una goduria, ovviamente su fogli a quadretti piccoli.





Il gruppo de Le Fragole ha il seguente line-up:
Marco Tascone: voci, cori e chitarre acustiche.
Laura Cenesi: voci e cori.
Marco Anderlini: arrangiamenti, programmazione e mixing.
Lucio Martelli: chitarre elettriche.
Giuseppe Lanzetta: batterie. 

Un po' flower power ed un pizzico fuori di testa, con un amore spassionato per i mondi dipinti dai fumetti (basta guardare la copertina del loro precedente cd), Le Fragole sono una realta' da seguire, scrutare, analizzare, senza mai pero' prendere sul serio la nostra introspezione psicoanalitica: mi immagino dei loro concerti in cui dal palco invitano a cantare le canzoni, magari abbracciando il vicino e vestendosi adeguatamente: pantaloncini corti, leccalecca gigante in mano e soprattutto in mano un palloncino, colorato a dovere. Poi ognuno di noi puo' andare nella nostra seconda casa ovvero sia la nostra automobile: seconda casa da molte generazioni, la dobbiamo addobbare adeguatamente, perche e' anche il nostro rifugio, oltre che un mezzo di trasporto. 

Ora per favore, fatemi guidare con tranquillita': ho il mangianastri lucidato (o e' un Super8?), il thermos caldo ed un po' di pupazzini che muovono magicamente la testa, basculando su supporti moderni a molle ...

Track list di Le Fragole – La piccola enciclopedia del bosco vol.2
1. E il sole splende anche per me
2. Domenica
3. Così bella
4. La mia seconda casa
5. Sono indeciso
6. La mia via
7. Romanzo
8. Superman
9. Ragazzi di sobborgo
10. La canzone del sorriso
11. Al parco Tolon
12. Non lasciarmi mai
13. Liquirizia
14. Ho paura per te
15. B/N
16. Niente è tutto
17. Crudele ingiustizia
18. Chi ama soffre
19. L’amore non corrisposto
20. Ombra, boschi e frane
21. Un altro cigno nero a Leeds Castle
22. Maledetta l’amicizia


domenica 20 febbraio 2011

Social Distortion - Hard Times And Nursery Rhymes (Video)

Era il 1978 il punk incendiava letteralmente l’Europa e l’America. In quegli stessi giorni Mike Ness, Casey Royer, Rikk Agnew e i fratelli Frank in California nella cittadina di Fullerton davano vita ai Social Distortion, destinati di li a poco a diventare un vero e proprio culto della scena punk di Los Angeles in buona compagnia di band come Germs e Black Flag. 
Ragazzi scatenati e pieni di talento i nostri amici con una gran voglia di suonare un rock emotivamente coinvolgente. Nelle loro canzoni trovavi la vita di tutti i giorni. Trovavi quell’America fatta di storie di strada e di outsider. Purtroppo la carriera di Ness e soci è stata limitata da lunghissime pause legate a cadute personali e a tragici eventi. Negli ani tante cose sono cambiate, la line-up del gruppo è cambiata forzatamente, anche l’irruenza degli esordi non è più la stessa, ma al di fuori di loro non ci viene in mente nessuno per cui valga ancora spendere la parola punk. 
Senza dubbio infatti la qualità migliore dei Social Distortion è stata ed è la coerenza. Il rimanere in contatto, nonostante l’alternarsi delle mode, con le radici del rock. Hard Times And Nursery Rhymes a sette anni di distanza dall’ultimo lavoro, rilancia giustamente il gruppo. Le 11 tracce proposte danno vita ad un vero e proprio viaggio che mette insieme rabbia, malinconia, melodia: blues, gospel, rhythm ‘n’ blues, rock’n’roll che si fondono in una sorta di caleidoscopio musicale. 
Si inizia con lo strumentale Road Zombie, per passare al blues sudista di California (Hustle And Flow) con possiede quella tipica atmosfera calda e malsana che ricorda tanto gli Stones di Exile on Main Street. Diamond In The Rough fa venire la pelle d’oca, sembra di sentire uno Springsteen tornato giovane. Mentre Alone And Forsaken è invece la splendida rilettura di un classico di Hank Williams con la chitarra ruvida e veloce che contrasta con la voce carismatica di Ness. 
La classica aggressività travolgente e graffiante dei Social Distortion si ritrova invece in episodi come Gimme the Sweet and Lowdown, Machine Gun Blues, Far Side of Nowhere, Still Alive. 
A chiudere ci sono infine una manciata di ballate intime e malinconiche come Can't Take It With You, Bakersfield e Writing On The Wall. I Social Distortion di questi tempi potranno apparire anacronistici, ma a dispetto delle tante band giovani di poco talento e di nessuna grinta, che ci tocca spesso ascoltare, sanno proporre la magia del rock.. Hard Times And Nursery Rhymes è un album viscerale che brucia elettricità. Musica semplice perché suonata con il cuore. Non c’è da spendere troppe parole, assolutamente indispensabile di questi tempi. 





“Distruggiamo la Tv”: ecco il videoclip ufficiale di quegli skatenati della Coquette Band





"E nel 2011 l'uomo distrusse la Tv per riscoprire se stesso..." Un sogno? No. Per la Coquette Band, gruppo ska di Monte Sant'Angelo (FG), il funesto presagio si materializza con il videoclip ufficiale del singolo "Distruggiamo la Tv".

"La Tv ti fa ingrassare, la Tv è solitudine, la Tv è carenza di conforto, la Tv è mancanza di rapporto. La Tv è falsa, ti isola; è un modello di vita sbagliato, irreale che crea nei più giovani l'impressione che tutto sia possibile e lecito..."

Recita così il brano della band garganica che ha scelto il Centro Storico di Monte Sant'Angelo e la "Carbonara valley" come locations per il proprio videoclip.

Il video (che ha visto la partecipazione di oltre cinquanta comparse accorse anche da località limitrofe come Foggia, Mattinata e Lucera) è stato girato lo scorso 17 ottobre tra il meraviglioso "Junno" e la valle di Carbonara, location dell'esibizione.


"I protagonisti del videoclip sono una giovane coppia morbosamente intenta a guardare una soap in Tv; ad un certo punto l'attore della soap si alza, esce per strada e capeggia un corteo in rivolta mentre la giovane coppia resta a guardare la soap in Tv (ovviamente!) con la ragazza nella soap rimasta sola!"

"La rivolta terminerà a casa della giovane coppia dove l'attore della soap con tutto il seguito, distruggerà la Tv della giovane coppia, che non opporrà nessuna resistenza." - spiega Peppe Totaro, leader della Coquette Band, e aggiunge - "Il video è simbolico in quanto vuole spiegare la massificazione della società e quindi l'assuefazione a tutto ciò che la televisione oggi ci offre e ci propina tutti i giorni. Il messaggio vuole essere chiaro: con la distruzione della tv vogliamo distruggere l'atteggiamento diffuso del 'non agire'e del subire passivamente."

Il videoclip è prodotto dalla Coquette Band e dall'associazione "Museca", per la regia di Luciano Toriello e la fotografia di Marco Fortunati.

"Tu non puoi più vivere una falsa realtà, non puoi più dipendere da una scatola, non devi esitare, non puoi più aspettare. Sei molto stanco? Non ce la fai più? Stacca la spina e rompi la Tv", recita il brano nel finale.

Alunni Del Sole - Liù (1978)